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LA VILLA DEI VOLUSII A LUCUS FERONIAE

   

LA VILLA DEI VOLUSII A FIANO ROMANO (Roma)

Non vi è vero possesso di un territorio se non lo si abita. Fin dal III-II sec. a.C. le ville furono un elemento chiave della diffusione della civiltà romana; assieme alle città, alle strade e alle centuriazioni permisero un insediamento diffuso e capillare dapprima in Italia, poi nel mondo mediterraneo e in Europa, seguendo regole e schemi comuni.

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Il termine «villa» è piuttosto generico; sia oggi che in epoca romana può essere riferito a diversi tipi di edifici situati fuori dalle città, in località di mare o in campagna. All'inizio si trattava di ville rustiche, piccole fattorie destinate alla sola produzione agricola. Poi alla parte produttiva si aggiunse una parte residenziale con decorazioni di un certo pregio, destinata al proprietario, il dominus.

Agli inizi dell'impero comparvero le prime ville di lusso, alle quali seguiranno nel pieno impero le grandiose ville monumentali a padiglione, talvolta collocate all’interno di vaste tenute. Molte di esse ebbero più fasi costruttive, che si susseguirono nel corso dei secoli con ampliamenti e modifiche.

Le prime ville di lusso avevano una parte residenziale e una produttiva come le ville-fattorie più antiche, ma si differenziavano per le grandi dimensioni e il lusso. Appartenevano a membri dell'aristocrazia, personaggi importanti e facoltosi e agli inizi erano ville suburbane, situate a poca distanza dalla città e facilmente raggiungibili.

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La Villa dei Volusii di Lucus Feroniae (l'attuale Fiano Romano), sulla via Tiberina è un esempio di villa suburbana di lusso, che ebbe più fasi. 
Costruita a metà del I sec. a.C. con muri in opus incertum, fu ampliata in epoca augustea e modificata nel II sec. d.C., durante i regni di Traiano o di Adriano. Negli anni ‘60 del Novecento venne in parte distrutta dalla costruzione dell’Autostrada del Sole, che ha spianato l’area in cui si trovava l’atrio.

In epoca augustea (fine I sec. d.C.) la villa più antica fu ampliata e ridecorata. La parte residenziale aveva l'atrio (distrutto) e un peristilio interno con ambienti decorati da mosaici policromi molto preziosi, indice della ricchezza dei proprietari.    

I Volusii erano infatti una prestigiosa famiglia senatoria, imparentata con l'imperatore Tiberio che annoverava fra i suoi membri i consoli Lucio Volusio Saturnino e Quinto Volusio Saturnino che era stato proconsole d’Asia sotto Augusto e legato di Tiberio in Dalmazia.

Accanto alla parte residenziale vi era una parte produttiva con il torchio (torcularium), le vasche per la raccolta e decantazione del mosto, e un magazzino (cella vinaria) con dolia interrati. Erano due diversi impianti, uno di epoca repubblicana l’altro di età imperiale.

Sempre in epoca augustea fu aggiunto un vastissimo peristilio rettangolare circondato da ambienti di dimensioni ridotte, con pavimento in terra battuta, e quindi dovevano essere utilizzati come magazzini per conservare i prodotti agricoli.  

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L’unico ambiente con pavimento in mosaico era il Larario, più grande degli altri. Al suo interno erano sistemate le statue degli antenati della famiglia, oggi conservate nell'antiquarium di Lucus 
Feroniae con le iscrizioni celebrative dedicate ai due consoli. Si sono trovate anche lastre di terracotta (Campana) con raffigurazioni dionisiache che indicano la produzione di vino.

È probabile che il grande peristilio fosse utilizzato per le nundinae, le fiere-mercato a cadenza settimanale o mensile di cui parlano le fonti antiche. Era un mercato privato analogo ai mercati pubblici (Macella) come quelli di Pozzuoli o di Ostia, che avevano un portico circondato da file di negozi ed un sacello centrale con le statue degli imperatori, dedicato al culto imperiale. 
Il Larario della villa dei Volusii aveva una funzione analoga, perché celebrava le glorie e il rango sociale della famiglia, ed era dedicato al culto degli antenati.

L'ala più antica della villa era quindi riservata alla villeggiatura e al riposo, all'otium. La nuova ala aggiunta in epoca posteriore serviva invece per gli affari, il negotium: la vendita dei suoi prodotti era una sicura fonte di reddito che attirava clientela locale risparmiando sui costi di trasporto fino a Roma.

Nel II sec. d.C., durante i regni di Traiano e Adriano la villa venne ampliata e ridecorata con nuovi pavimenti in mosaico bianco e nero con disegni floreali. La villa era situata vicino alla via Tiberina e non lontano dal fiume Tevere e da Lucus Feroniae, un'importante città della zona, riportata alla luce da recenti scavi archeologici.
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