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IL TEATRO MARITTIMO DI VILLA ADRIANA

   

Il Teatro Marittimo, unico e inconfondibile, è uno degli l'edifici-icona della Villa Adriana di Tivoli assieme al Canopo.
 Fu progettato e costruito come una villa in miniatura all'interno nella Villa, riservata esclusivamente all'imperatore Adriano.

È stato studiato e disegnato fin dal Rinascimento dai più grandi architetti ed antiquari dell'epoca: Pirro Ligorio (che per primo lo scavò) Andrea Palladio e poi nel Seicento e Settecento da Francesco Contini e Giovan Battista e Francesco Piranesi.

All'esterno, il Teatro Marittimo ha un muro perimetrale circolare, che sul lato nord era preceduto da un pronao con quattro colonne [1] dal quale si entrava in un corridoio fiancheggiato da due nicchie rettangolari
e si raggiunge la porta d'ingresso principale.
pianta-teatro-marittimo-2601.jpg

Da quella porta si entra in un portico rotondo [2] con colonne ioniche, che sono state rialzate ricostruendo parte della volta negli anni '50 del Novecento.
 Il portico costeggia un canale circolare ad anello [3] che circonda una vera e propria isola del diametro di 30 metri circa, con la villa in miniatura di cui si è detto.

Nel muro esterno del portico si aprono altri due ingressi secondari: uno a sud est ha una scala che sale al Cortile delle Biblioteche. L'altro a sud ovest collega ancor oggi il Teatro con la Sala dei Filosofi, ed era chiuso da una grande porta di cui si vedono ancora i fori dei cardini sul pavimento.

Il canale circolare 
[3] aveva la stessa funzione dei fossati nei castelli medievali: rendeva l’isola inaccessibile, soddisfacendo esigenze di privacy e di sicurezza insieme. In antico vi erano due piccoli ponti girevoli in legno (azzurro in pianta) che permettevano all’imperatore di isolarsi completamente, facendoli ruotare su appositi binari di cui si sono trovate le tracce sul fondo del canale, assieme a frammenti del rivestimento in marmo. Attualmente vi è un ponte in muratura moderno (chiuso al pubblico).

La villa dell'isola aveva tutti gli elementi architettonici tradizionali della domus romana: atrio, triclinio, cubicoli, latrine singole e persino un piccolo impianto termale privato.
I due ponti davano accesso all'atrio
[4] posto proprio al centro dell'isola, che aveva una fontana circondata da un piccolo colonnato curvo, sul quale si aprivano gli altri ambienti.

Sul lato est dell'isola, più fresco, erano due cubicoli 
[5] con un'alcova per il letto, separati da un disimpegno, ciascuno dotato di una sua latrina singola.

Di fronte all'ingesso, a sud, in posizione assiale e centrale era il triclinio 
[6] , l'ambiente più grande dell'edificio, con pavimento in opus sectile, fiancheggiato da due ambienti absidati destinati al riposo dopo i pasti e due piccole latrine.
TERME-TEATRO-MARITTIMO-ITA-2601.jpg

Sul lato ovest, il più caldo, era un impianto termale in miniatura, che ha al centro il frigidarium  [7] con la vasca dell'acqua fredda, dalla quale con alcuni gradini si poteva scendere e nuotare dentro al canale circolare, da cui il nome Natatorium che gli fu dato nel Cinquecento da Pirro Ligorio che per primo lo scavò. A sud e nord del frigidarium erano tre piccoli ambienti riscaldati con suspensurae, uno dei quali serviva anche come spogliatoio.

I pavimenti erano in opus sectile ma i marmi sono scomparsi.
Le pareti erano affrescate oppure rivestite di marmi preziosi.  Ancor oggi la luce riflessa dall’acqua sfavilla sulle pareti, come per magia e l'effetto doveva essere ancora più spettacolare quando c'era il marmo lucido sulle pareti.

Particolarmente raffinata la decorazione marmorea con un fanstastico fregio con animali e mostri marini che fu rinvenuto nel Cinquecento durante gli scavi del cardinale Farnese. Alcuni frammenti sono oggi nell'Antiquarium della Villa e altri in diversi Musei europei.
Da quel fregio esso nacque il nome «Teatro Marittimo» creato nell’Ottocento da Blondel, uno degli architetti francesi pensionnaires dell'Accademia di Francia a Roma che in quel periodo studiarono e rilevarono la Villa.

Il Teatro Marittimo era il luogo più privato ed esclusivo della Villa, il rifugio segreto dove l’imperatore Adriano poteva isolarsi completamente dal mondo, all’interno di una lussuosissima villa in miniatura dotata di ogni comfort.

Per sapere di più su Villa Adriana e la storia degli scavi potete leggere due libri di Marina De Franceschini: «Villa Adriana. Architettura Celeste. I segreti dei Solstizi» (solo in Italiano) ed anche «Villa Adriana. Accademia. Hadrian's Secret Garden» (solo in lingua inglese)

VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più... VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più...
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