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IL MAUSOLEO DI ADRIANO TOMBA DINASTICA IMPERIALE

   

Il Mausoleo di Adriano, l'attuale Castel Sant’Angelo, era la nuova tomba dinastica imperiale dell'imperatore Adriano, la cui costruzione iniziò nel 123 d.C..

Fino ad allora gli imperatori e i loro familiari erano stati sepolti nel Mausoleo di Augusto, che egli aveva fatto edificare quand'era ancora in vita nel Campo Marzio, luogo di grande significato simbolico dove si erano svolti i funerali ed i trionfi dei più importanti personaggi romani.
In tal modo aveva dato al suo Mausoleo una visibilità molto maggiore di quella che avrebbe avuto se avesse scelto la via Appia, dove già sorgevano Mausolei prestigiosi come quello di Cecilia Metella.

Agli inizi del II sec. d.C. nel Mausoleo di Augusto non vi era più posto. L'ultimo imperatore ad esservi sepolto era stato Nerva, mentre per Traiano si era fatta un'eccezione, consentendo che l'urna con le sue ceneri fosse sistemata nel basamento della Colonna Traiana, all'interno delle mura cittadine.

Adriano decise di costruire il suo Mausoleo nella stessa zona del Campo Marzio, per richiamarsi idealmente ad Augusto come rifondatore della grandezza di Roma; come lui aveva posto fine alle guerre e costruito o restaurato templi ed edifici pubblici rinnovando lo splendore di Roma.
Anche Adriano volle dare la massima visibilità al suo Mausoleo: infatti ancor oggi si vede da quasi tutta la città ed è uno dei suoi monumenti iconici, assieme all'Altare della Patria e alla cupola di San Pietro.

Dato che nel Campo Marzio fra ustrina (altari funerari), monumenti e templi dedicati agli imperatori defunti e divinizzati non vi era spazio sufficiente per un edificio di quelle dimensioni, Adriano scelse un'area molto vicina, sulla sponda destra del Tevere: gli Horti Domitiae, che da tempo facevano parte delle proprietà imperiali.
In tal modo i due Mausolei si trovarono ad essere vicini sia fisicamente che idealmente: il monumentale Ponte Elio era anche un ponte simbolico fra i due edifici ed i due imperatori.
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Un sepolcro maestoso e una reggia monumentale erano due facce della stessa medaglia: propaganda e legittimazione del potere imperiale. 
Sul Palatino, che sin dall'epoca repubblicana era il quartiere "esclusivo" degli aristocratici, esistono ancora la case di Livia e di Augusto.
 I loro successori a partire da Tiberio vi costruirono la reggia imperiale, che nel corso dei secoli venne ampliata e modificata più volte. Adriano, che non amava Roma, invece di ingrandire i palazzi del Palatino fece costruire la Villa Adriana a Tivoli.

Se la reggia del Palatino era sfarzosa, il sepolcro imperiale non poteva essere da meno: entrambi gli edifici erano quintessenza dell'iconografia del potere. Le grandi dimensioni, la posizione elevata e la lussuosa decorazione erano un aspetto non trascurabile della propaganda: mostravano che i regnanti erano un gradino più in alto rispetto ai comuni mortali e alla plebe.

Come spieghiamo nel nostro libro «Castel Sant'Angelo. Mausoleo di Adriano. Architettura e Luce», i grandi Mausolei avevano un significato simbolico molto preciso, legato al culto dei morti in generale e soprattutto al culto degli antenati, che nel caso degli imperatori romani erano divinizzati e davano una connotazione sacra al potere della dinastia.

Finché era in vita, Adriano era stato divi filius, cioè figlio dell'imperatore Traiano divinizzato. Quindi era semi-divino, e intermediario fra gli uomini e gli dèi, col compito importantissimo di mantenere la Pax Deorum (pace degli dèi), ovvero il favore divino nei riguardi dello Stato romano, del Princeps e di tutta la sua famiglia.
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Lo stesso era avvenuto in precedenza per Augusto: anche lui era stato divi filius, figlio (adottivo) di Giulio Cesare divinizzato. Così avverrà per gli imperatori successivi, anche per quelli che ebbero la damnatio memoriae per i loro misfatti come Nerone o Caracalla o Eliogabalo.

Il Mausoleo di Adriano era quindi un vero e proprio manifesto ideologico della potenza e ricchezza della nuova dinastia, di cui Adriano divenne il nume tutelare, raffigurato come Sol Invictus alla guida della Quadriga del Sole che coronava il Tempio in cima al Mausoleo, e teneva nelle sue mani le redini dell'Universo.

Il libro «Castel Sant'Angelo. Mausoleo di Adriano. Architettura e Luce» spiega in dettaglio il significato simbolico segreto dell'edificio, legato ad antichissimi elementi sacri come il Templum etrusco e l'Axis Mundi.

Grazie alle scoperte di Archeoastronomia con le illuminazioni al Solstizio estivo di cui si parla diffusamente, abbiamo proposto una nuova ed inedita ricostruzione dell'edificio inclusa la collocazione delle sepolture degli altri membri della famiglia imperiale.
CASTEL SANTANGELO. MAUSOLEO DI ADRIANO. ARCHITETTURA E LUCE. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più... CASTEL SANTANGELO. MAUSOLEO DI ADRIANO. ARCHITETTURA E LUCE. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più...

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