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VILLA ADRIANA – QUANDO L'IMPERATORE DA' SPETTACOLO IN GRAN STILE

   

Perché Adriano costruì la sua grandiosa Villa proprio a Tivoli?  Perché era un luogo di villeggiatura alla moda, poco distante da Roma, dove fin dai tempi di Augusto gli aristocratici romani avevano costruito le loro ville di otium.
Scelse Tivoli per le spettacolari cascate dell'Aniene, per l'abbondanza di acqua che diversi acquedotti portavano fino a Roma e non ultimo per l'abbondanza in loco di materiali da costruzione: tufo e pozzolana.

A cosa serviva Villa Adriana?
Ovviamente a mostrare la ricchezza e magnificenza dell'imperatore: solo lui poteva permettersi di costruire quella che non può nemmeno essere definita una reggia e sfugge ad ogni classificazione.
Possiamo definirla una grande tenuta di rappresentanza, che aveva una parte privata, riservata all'Imperatore e protetta da una serie di passaggi obbligati che erano filtri di sicurezza architettonici.

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Adriano soggiornò molto poco a Villa Adriana
, ma in compenso vi viveva una corte molto numerosa ed un popolo di schiavi e servitori il cui numero si deduce dall'ampiezza delle Cento Camerelle e delle Sostruzioni del Pretorio dove alloggiavano.
Accanto alla parte privata riservata all'imperatore e alla sua corte, Villa Adriana naturalmente aveva una parte pubblica, progettata per poter accogliere un numero elevato di persone, per udienze o manifestazioni, come si comprende dalle dimensioni del grande giardino porticato del Pecile.

Ma la funzione più importante era ricevere ospiti illustri in grande stile, come solo un imperatore colto e raffinato come lui sapeva fare. E ciò avveniva in uno degli edifici iconici della Villa: il Canopo.

Immaginate di essere invitati ad un banchetto ufficiale dall'Imperatore, e di seguire il percorso riservato agli ospiti più importanti. Arrivavano alla Villa con un viale lastricato, l'Anello Basolato, costeggiando la grande torre di guardia delle Cento Camerelle, attraverso un ingresso con pilastri di cui resta ben poco.

Le carrozze lo percorrevano per tutta la sua lunghezza fino ad arrivare ai piedi di una grande e monumentale scalinata, fiancheggiata da nicchie per statue con fontane, che saliva al Vestibolo, che era l'ingresso monumentale riservato agli ospiti del Canopo, separato da tutto il resto.
Lì iniziava un percorso a sorpresa che faceva scoprire agli ospiti l'incredibile paesaggio artificiale creato dall'imperatore per stupirli. Attraversavano un grande portico decorato da statue fino a raggiungere un corridoio che portava verso il Canopo.

Da lontano si intravvedevano le colonne e le statue disposte ai bordi di un lunghissimo bacino d'acqua, l'Euripo in fondo al quale Adriano costruì il cosiddetto Serapeo, una sorta di grotta artificiale con cupola a spicchi, dove l'acqua trionfava in modo spettacolare.

Il Serapeo in realtà era un magnifico triclinio estivo, dotato di uno stibadio cioè di un letto triclinare in muratura dove gli ospiti si sdraiavano su morbidi cuscini ed erano circondati da piccole cascate che servivano anche a mitigare il calore estivo.
L'acqua proveniva da un piccolo acquedotto su archi situato dietro la grande semicupola, e scendeva con apposite tubature dentro quattro nicchie con piccole scale per poi raccogliersi in canali che passavano dietro e davanti allo stibadio stesso e da lì defluiva nell'Euripo.

Lo spazio davanti al Triclinio aveva un piccolo palcoscenico dove attori, danzatori e musicisti intrattenevano gli ospiti con spettacoli e concerti, canti, danze e musiche. La grande cupola funzionava come cassa armonica, l’acustica era perfetta.
Sullo stibadio potevano prender posto decine di persone, ma sicuramente Adriano no stava fra loro, anche per motivi di sicurezza. Il suo posto riservato e privilegiato, era il cosiddetto Antro, una sorta di grotta artificiale che si addentra nella collina ed è in parte coperta da una volta a botte. Lì, in posizione dominante, corrispondente a quella di un palco reale a teatro per acustica e visuale, prendeva posto l’imperatore Adriano, assieme a pochissimi altri ospiti importanti.
Anche lì l'acqua trionfava: il palco imperiale era una specie di ponte sospeso sopra un bacino d'acqua che poi tracimava e scendeva a cascata nello stesso canale che circondava lo stibadio. Era in parte coperto da una volta a botte, in modo che i raggi del Sole di giorno potessero illuminare l'imperatore. Se i banchetti estivi si svolgevano di sera, al fresco, le fiamme delle torce si riflettevano nel bacino d’acqua antistante.

Adriano dava quindi spettacolo in tutti i sensi: con l'architettura, la decorazione con marmi colorati, le sculture, i giochi d'acqua. E poi vi era tutta una raffinata messinscena con i cibi, il vasellame prezioso, che possiamo solo immaginare, ma oggi è più facile ricostruire.
VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più... VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più...
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Villa Adriana - Progetto Accademia
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VILLA ADRIANA di Marina De Franceschini

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