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CASTEL SANT’ANGELO - MAUSOLEO DI ADRIANO.

   

Le tre vite di un monumento straordinario: Mausoleo, poi Castello e infine Museo
Prima parte. Il Mausoleo


Negli oltre diciannove secoli della sua storia il Mausoleo ebbe tre vite. La prima come Mausoleo e tomba dinastica di Adriano e dei suoi successori. La seconda come Castello, inespugnabile fortezza che resistette a tutti gli assedi, anche ai Lanzichenecchi. E la terza come Museo Nazionale, dopo una triste parentesi durante la quale venne usato come caserma e prigione.

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L’architettura monumentale da sempre è uno dei simboli del Potere. Quando erano in vita, i sovrani e gli aristocratici abitavano in lussuose regge e palazzi; la dimora dell’aldilà non poteva essere da meno, quindi costruirono tombe altrettanto grandiose e monumentali. Ciò avvenne nel mondo egizio (Piramidi), orientale ed ellenistico (Mausoleo di Alicarnasso), ed anche in ambito etrusco (grandi Tumuli), italico e poi romano.

Fin dall’epoca repubblicana le tombe dei più celebri personaggi romani vennero costruite lungo le vie consolari per avere la massima visibilità. Le famiglie aristocratiche fecero a gara nell’edificare sepolcri sempre più imponenti, che erano il simbolo del potere e del prestigio della propria Gens.
Ricordiamo ad esempio il Mausoleo di Cecilia Metella, sull’Appia antica a Roma e il Mausoleo dei Plauzi, sulla via Tiburtina presso il Ponte Lucano, a Tivoli; entrambi vennero costruiti in punti strategici di grande passaggio.

In questo contesto va inquadrato anche il Mausoleo di Augusto, la prima grande tomba dinastica imperiale. Quand’era ancora vivo, Augusto diede ordine di costruirlo nel Campo Marzio, luogo di grande significato simbolico dove erano stati celebrati i funerali dei più importanti personaggi romani e costruiti templi in loro onore.
Sul suo Mausoleo Augusto fece affiggere le Res Gestae, l’autobiografia celebrativa incisa su tavole di bronzo, che ricordava ai posteri tutto quel che lui aveva fatto per Roma, rendendola più grande che mai. Il Mausoleo era parte integrante della propaganda che celebrava la dinastia Giulio Claudia.

Agli inizi del II sec. d.C. nel Mausoleo di Augusto non vi era più posto. L’ultimo imperatore ad esservi sepolto era stato Nerva, mentre Traiano (morto nel 117 d.C.) fu sepolto all’interno delle mura della città, cosa del tutto eccezionale, e la sua urna fu collocata nel basamento della Colonna Traiana.

Anche nel Campo Marzio non vi era più posto per un monumento di quella mole, quindi Adriano decise di costruire il suo nuovo Mausoleo dinastico nella stessa zona, ma sulla riva opposta del Tevere, dove erano gli Horti Domitiae che da tempo appartenevano alla Casa imperiale.

Per raggiungerli costruì il Ponte Elio, che era l’accesso monumentale e scenografico al sepolcro. Nelle vicinanze vi era inoltre una strada molto importante, la via Triumphalis, lungo la quale erano sempre passate le processioni trionfali dei grandi condottieri romani.

Con la sua forma circolare il Mausoleo di Adriano si ispirava ovviamente a quello di Augusto, del quale Adriano si proponeva come ideale continuatore. Come lui aveva posto fine alle guerre di conquista, aveva cercato di consolidare i confini dell’impero, varando un ambizioso programma di costruzione o restauro di opere pubbliche, fra le quali naturalmente va ricordato il Pantheon, uno dei capolavori dell’architettura di tutti i tempi.

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In epoca tardo antica e medievale il Mausoleo di Adriano venne depredato
dei metalli, dei marmi e di tutti i materiali preziosi, sorte che condivise con molti altri monumenti dell’antichità romana.

Ma i base alle fonti antiche, alle descrizioni rinascimentali, ricerche d’archivio e risultati degli scavi e ricognizioni sul posto è stato possibile ricostruire almeno in parte il suo aspetto antico.

Il Ponte Elio era l’accesso monumentale e scenografico che portava al Mausoleo. In origine aveva otto arcate, tre centrali più grandi ed altre cinque di dimensioni decrescenti, in modo da adattarle ai diversi livelli dell’acqua del fiume. Uno straordinario esempio della maestria romana nel campo dell’idraulica.

Il ponte tuttora è sostenuto da tre grandi pilastri originali, costruiti con grande cura in modo da resistere alla corrente. Doveva essere decorato da otto colonne, ed era rivestito di travertino.
Le parti originali del ponte, inclusa la strada pavimentata con basoli di selce e i marciapiedi di travertino erano state incorporate e nascoste da infinite modifiche e aggiunte di epoca medievale e moderna. Alla fine dell’Ottocento furono riscoperte e in parte demolite per costruire i nuovi argini del Lungotevere.

Una rampa collegava il Ponte Elio al Mausoleo, che era circondato da una cancellata in bronzo decorata da pavoni di bronzo dorato, due dei quali sono oggi nei Musei Vaticani.
Il Mausoleo aveva un grande Basamento quadrato rivestito di marmo e decorato da uno splendido fregio con teste taurine, del quale è rimasto solo un magnifico frammento conservato nel Museo.     

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Nel Basamento si apriva l’unico ingresso al Mausoleo, il grande Vestibolo dal quale parte una Rampa Elicoidale lunga un centinaio di metri, che con un percorso a spirale sale in alto e raggiunge il secondo Vestibolo al piano superiore. Da lì si entra nella Sala Sepolcrale che era il cuore dell’edificio, completamente rivestita di marmi preziosi e illuminata da due grandi finestre a strombo, con tre nicchie per i sarcofagi.
    
Con un altro itinerario si saliva ai piani alti del Mausoleo e in particolare si raggiungeva il Tempio sulla sommità, che era coronato da una Quadriga del Sole guidata dall’imperatore Adriano divinizzato, raffigurato come Sol Invictus, che aveva un preciso significato simbolico.
    
Le strutture originali del Mausoleo di Adriano che sono sopravvissute a crolli e distruzioni sono state racchiuse all’interno di ‘guscio’ rinascimentale, quando il sepolcro fu trasformato in fortezza.
Con un meticoloso lavoro di ricerca e ricognizioni sul campo abbiamo potuto ‘spogliare’ il Mausoleo di tutte le aggiunte, e riportarlo virtualmente indietro nei secoli,  proponendo una nuova ed inedita ricostruzione del suo aspetto originale.    

Potete riscoprire le parti originali del Ponte e del Mausoleo grazie al libro di Marina De Franceschini «Castel Sant’angelo. Mausoleo di Adriano. Architettura e Luce».
È un vera e propria guida per visitarlo con occhi nuovi, comprendendone il significato simbolico nascosto. Vi accompagnerà per secoli ripercorrendo le tre vite di questo straordinario monumento, dove si sono incontrati ed hanno lavorato alcuni fra i più grandi artisti e architetti dell’antichità romana, del Medioevo e del Rinascimento.

Il libro è in vendita nel Bookshop del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo,
anche in lingua Inglese, oppure online a questo indirizzo
.

CASTEL SANTANGELO. MAUSOLEO DI ADRIANO. ARCHITETTURA E LUCE. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più... CASTEL SANTANGELO. MAUSOLEO DI ADRIANO. ARCHITETTURA E LUCE. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più...

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