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TRAIANO IMPERATORE SOLDATO

   

Grazie all'enorme bottino conquistato in Dacia, Traiano ebbe modo di finanziare grandiose opere pubbliche, a Roma e nel resto dell'impero.
Per i suoi ambiziosi progetti chiamò il più grande architetto del suo tempo, uno dei pochissimi di cui conosciamo il nome, Apollodoro di Damasco, al quale si deve la costruzione di straordinari edifici che hanno segnato la storia dell'architettura di tutti i tempi, non solo a Roma.

Nel 100 d.C. Traiano incaricò Apollodoro di Damasco di progettare l'ampliamento del porto di Claudio ad Ostia, dove una tempesta aveva affondato ben duecento navi, come riferito da Tacito.
Il Porto di Traiano aveva un grande bacino esagonale di oltre trecento metri di lato, con magazzini e depositi. gemellato con il porto fluviale sul Tevere (che diverrà quello di Ripetta) con un canale ed una nuova strada.

Un'opera grandiosa, fondamentale per l'approvvigionamento di Roma: basti pensare al "Testaccio", la collina artificiale creata da milioni di cocci di anfore (veri e propri vuoti a perdere), che trasportavano olio, vino, grano ed altre derrate. IL nuovo porto era fondamentale anche per il trasporto di marmi preziosi importati da tutto il mondo mediterraneo per decorare le domus degli aristocratici romani.

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Per celebrare Traiano, i suoi trionfi sulla Dacia e la sua gens, Apollodoro di Damasco progettò anche il Foro di Traiano, che fu inaugurato nel 113 d.C.
Aveva una grande piazza rettangolare di 110 x 85 metri, con al centro una statua equestre raffigurante l'imperatore. Sui lati est e ovest erano due emicicli, e quello est confinava con i Mercati di Traiano, che vennero progettati e costruiti in quello stesso periodo sempre da Apollodoro.

Sul lato nord della piazza si apriva la Basilica Ulpia, dedicata alla gens cui apparteneva Traiano, dove si amministrava la giustizia e vi erano commerci. Misurava 170 x 60 metri ed con un doppio porticato interno che sosteneva la copertura, e due emicicli sui lati est ed ovest.

A nord della Basilica Ulpia era uno spazio rettangolare che secondo le fonti antiche aveva due biblioteche sui lati brevi; al centro si erge la Colonna Traiana. Più oltre, a nord, le ricostruzioni tradizionali collocano un tempio dedicato al Divo Traiano dal suo successore Adriano, ma i recenti scavi non ne hanno trovato traccia.

La Colonna Traiana è un altro eccelso monumento di quell'epoca, creata per celebrare la vittoria di Traiano sulla Dacia. È alta circa 30 metri, che equivalgono all'altezza dello sbancamento della collina verso il Quirinale, realizzato per far posto ai Mercati di Traiano. Composta da 17 grandi rocchi del diametro di 4 metri ha all'interno una scala a chiocciola con la quale si raggiunge la sommità, dove in origine era la statua in bronzo dell'imperatore, che poi venne fusa e sostituita da quella di San Pietro.

I meravigliosi rilievi della Colonna Traiana raccontano le due guerre contro la Dacia e girano tutto intorno a spirale. Nel Museo della Civiltà Romana all'Eur, che purtroppo è chiuso da decenni, vi sono i calchi in gesso del rilievo, che permettono di osservarlo dal vicino con tutti i suoi minuziosi dettagli: è una straordinaria documentazione grafica sull'esercito romano, le sue macchine da guerra e l'equipaggiamento dei soldati ed anche sulle cerimonie rituali presiedute da Traiano come i sacrifici o l'adlocutio cioè il discorso alle truppe prima delle battaglie.

All'interno del basamento della Colonna fu posta l'urna d'oro con le ceneri di Traiano: solo a lui, Optimus Princeps, fu concesso il privilegio di essere sepolto all'interno delle mura cittadine, e a nessun altro imperatore né prima né dopo di lui.

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E poi il Pantheon. Come spieghiamo nel nostro libro «Pantheon Architettura e Luce», quando il primo Pantheon di Agrippa andò definitivamente distrutto all'epoca di Domiziano, fu ricostruito ex novo. 
Per lungo tempo la sua riedificazione fu attribuita ad Adriano che per modestia lasciò sul frontone del portico l'antica iscrizione dedicatoria di Agrippa, come sappiamo dall'Historia Augusta,
In realtà la costruzione del nuovo Pantheon ebbe inizio durante il regno di Traiano, come dimostra i rinvenimento di bolli laterizi databili fra il 114 ed il 117 d.C.
Dato che ancor oggi il Pantheon ha la cupola in cemento non armato più grande del mondo, è chiaro che poteva esser stata progettata soltanto da un architetto eccezionale come Apollodoro di Damasco, al quale viene oggi attribuito questo straordinario edificio.

Sempre ad Apollodoro di Damasco si deve il progetto delle Terme di Traiano, che obliterarono le strutture della Domus Aurea di Nerone, contribuendo a conservarle in parte fino alla loro riscoperta nel Cinquecento.
 Le Terme vennero inaugurate nel 109 d.C., orientandole verso sud-ovest per avere la massima esposizione ai raggi solari, cosa che si riscontra nella maggior parte degli edifici termali romani.
La loro enorme estensione ed il grande numero di persone che potevano contenere ne fecero il precedente cui si ispirarono le Terme di Caracalla, in assoluto le più grandiose di Roma.

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Traiano mise mano anche al Circo Massimo, che era  stato distrutto da un incendio all'epoca di Domiziano. Completò la sua ricostruzione, lo fece ampliare (misurava 621 x 118 metri) e poteva  contenere 250.000 spettatori. Oltre alle corse dei carri e ai combattimenti dei gladiatori vi si svolgevano le Naumachie, spettacolari ricostruzioni di grandi battaglie navali: l'arena del Circo veniva allagata facendovi confluire le acque del Tevere. La spina del Circo era decorata da due obelischi e pare che vi fosse anche un tempio dedicato al Sole.

Traiano fece costruire altri porti, acquedotti, strade, archi trionfali e monumenti in tutto l'Impero, di cui ci occuperemo nella Terza parte.
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