L'ULTIMO GRANDE VIAGGIO DI ADRIANO
Terza parte
L'ultimo viaggio di Adriano durò ben sei anni, dal 128 al 134 d.C. e toccò alcune la Grecia, le province dell'Asia minore e l'Africa. Grazie a fonti scritte ed epigrafi è possibile ricostruire in parte l'itinerario di quel lunghissimo viaggio.
La prima tappa fu Cartagine, che in occasione della sua visita fu temporaneamente ribattezzata Adrianopoli, Nel luglio del 128 d.C. l'imperatore raggiunse Lambaesis in Numidia (attualmente in Algeria) dove visitò l'accampamento fortificato della Legio II Augusta.
Sembra che fosse stato creato già all'epoca delle guerre puniche, ma i resti visibili si datano al tempo di Adriano, negli anni 123-129. Sappiamo che Adriano si fermò per sei giorni nell'accampamento per assistere a esercitazioni militari e pronunciò un discorso ai soldati per lodarne il lavoro. Quindi è possibile che lo abbia anche inaugurato.
Dopo un breve ritorno a Roma, alla fine del 128 d.C. si recò nuovamente ad Atene assieme all'imperatrice Sabina e ai membri della Corte. Dopo una sosta ad Eleusi (era stato iniziato i Misteri Eleusini) nella primavera del 129 d.C. raggiunse per Efeso.
La sua visita verrà ricordata anni dopo da un ricco cittadino di Efeso, Publio Vedio Antoninus Sabinus con la costruzione di un tempio dedicato ad Adriano, che è stato ricostruito ed ha un bel fregio decorativo.
L'itinerario toccò diverse altre città dell'Asia Minore dove l'imperatore promosse la costruzione di edifici, come sappiamo da diverse iscrizioni. Questa prima parte del viaggio terminò ad Antiochia dove Adriano trascorse l'inverno, cogliendo l'occasione per visitare Palmira, nel deserto siriano.
Nel 130 d.C. il suo viaggio riprese alla volta dell'Egitto dove si fermò ad Alessandria e visitò il Tempio di Serapide che è molto importante dal punto di vista dell'Archeoastronomia. Infatti è proprio lì che si verificava una illuminazione descritta come "Bacio del Sole" di cui parliamo nel libro Pantheon. Architettura e Luce» (p. 46).

Il 24 ottobre del 130 d.C. Antinoo morì annegato nel Nilo in circostanza piuttosto misteriose e Adriano fondò la città di Antinoopoli per ricordarlo, lo fece divinizzare e diede il suo nome ad una costellazione.
Subito dopo la tragedia Adriano visitò i Colossi di Memnon, le sculture raffiguranti il faraone Amenophis III, celebri nell'antichità perché una di esse all'alba emetteva dei suoni metallici, per via della dilatazione della pietra e la cosa era considerata un prodigio.
I visitatori incidevano i loro nomi sulle gambe delle sculture, e una di esse ricorda poprio la visita di Adriano e Sabina assieme alla poetessa Giulia Balbilla. Il fenomeno cessò quando la statua venne restaurata all'epoca di Settimio Severo, dopo un terremoto.
Tornato ad Atene nel 131 d.C. Adriano vi inaugurò il Tempio di Giove Olimpico, la cui costruzione si era protratta per secoli.
Ma all'inizio dell'estate del 132 d.C. dovette andare urgentemente in Giudea per sedare la rivolta dei Giudei. Ebbe così inizio la III guerra giudaica che durò fino al 135 d.C. e la rivolta fu duramente domata.
Ma già nel 134 d.C. Adriano dovette tornare in Italia per via delle sue precarie condizioni di salute e si ritirò nella villa imperiale di Baia dove morì il 10 luglio del 138 d.C.