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I VIAGGI DELL’IMPERATORE ADRIANO

   

Seconda parte
Il secondo viaggio nelle province orientali  (123-125 d.C.)
Nel giugno del 123 d.C. Adriano lasciò l’Italia e raggiunse nuovamente la città di Antiochia (nella provincia della Siria; oggi è in Turchia). I confini orientali erano i più importanti e cruciali dell’impero, perché lungo di essi i Romani si erano sempre confrontati coi Parti, loro più agguerriti avversari.
L’Historia Augusta riferisce che l’imperatore incontrò il re dei Parti in riva all’Eufrate, il fiume che segnava il confine fra i due imperi, e grazie alla diplomazia riuscì ad evitare almeno per il momento uno scontro armato.  
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Adriano proseguì il suo viaggio visitando diverse province, perché voleva rendersi conto di persona della situazione militare e politico-amministrativa, senza trascurare l’aspetto religioso, che non era affatto secondario.

Attraversò la Cappadocia costeggiando il Mar Nero per poi raggiungere la Galazia e infine la Bitinia, dove incontrò il giovane Antinoo, che divenne il suo favorito e morì nel 130 d.C. in Egitto, in circostanze piuttosto misteriose.

Trascorse l’inverno a Nicomedia, che era la capitale della provincia di Ponto e Bitinia, dove il governatore aveva la sua residenza. Pochi anni prima quell’incarico era stato affidato a Plinio il Giovane per un breve periodo, come sappiamo dalle lettere che gli scrisse a Traiano dalle quali emerge un quadro interessante dell’epoca.

Nel corso dell’anno 124 Adriano visitò le principali città della provincia dell’Asia: Cizico, Ilio, Smirne e Pergamo dove fece erigere un tempio dedicato al suo predecessore Traiano.
Particolarmente importante la visita ad Efeso, sede di un antico tempio dedicato ad Artemide, dea della Natura e dominatrice delle belve, che veniva raffigurata con molti seni; una statua analoga è stata rinvenuta nella Villa Adriana di Tivoli.

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Alla fine dell’anno 124 Adriano tornò ad Atene, dove durate il suo regno furono costruiti o completati molti importanti edifici. Uno di essi è la Biblioteca di Adriano, la cui pianta è molto simile a quella della Piazza d’Oro nella Villa Adriana di Tivoli; in entrambi i casi si trattava di Biblioteche in cui si custodivano papiri e manoscritti. Adriano fece inoltre completare la costruzione dell’Olympieion, che si era protratta per diversi secoli.

Quindi decise di visitare il Peloponneso e sappiamo che si recò ad Argo, a Sparta e infine a Delfi per consultare l’Oracolo, ma non sappiamo quali domande gli avesse rivolto.

In quel periodo Adriano venne iniziato ai Miseri Eleusini, ovvero all’antichissimo culto di Demetra e Kore le cui origini risalgono all’età micenea. Assieme ai futuri imperatori Antonino Pio, Marco Aurelio e Commodo, Adriano fu protettore e mecenate del santuario e lo fece abbellire.

Chiunque esercitasse il potere nelle province orientali
, dove da sempre i regnanti ellenistici erano divinizzati già in vita, doveva avere una legittimazione sacra e religiosa: per questo gli imperatori romani furono affiliati ai Misteri Eleusini.
Sulla via del ritorno verso Roma, Adriano fece una tappa in Sicilia dove sappiamo che salì sulla cima dell’Etna per ammirare l’alba.
VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più... VILLA ADRIANA. ARCHITETTURA CELESTE. I SEGRETI DEI SOLSTIZI. NO SPESE SPEDIZIONE Per saperne molto di più...

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