LA STORIA DI GALLA PLACIDIA, AUGUSTA NOBILISSIMA A RAVENNA
Galla Placidia visse dal 350 al 490 d.C.; era figlia dell’imperatore Teodosio I e della sua seconda moglie Galla Giustina, nonché sorellastra degli imperatori Arcadio e Onorio, nati dal primo matrimonio del padre.

Nel 395 d.C. Teodosio divise il suo regno fra i due figli: l’Impero d’Oriente fu affidato ad Arcadio, l’Impero d’Occidente a Onorio. Ma data la loro giovane età, Teodosio li affidò alla tutela di Stilicone, un suo generale di origine vandala che aveva combattuto vittoriosamente contro i Goti, i Visigoti e gli Alani.
Stilicone cercò in ogni modo di arginare le invasioni barbariche, ma nel 410 Roma fu assediata, espugnata e saccheggiata da Alarico, re dei Visigoti. Galla Placidia fu presa in ostaggio e nel 413 dovette sposare il successore di Alarico, Atatulfo, diventando regina dei Visigoti. Due anni dopo Atatulfo venne ucciso, i Visigoti furono sconfitti e Galla Placidia venne liberata.
Tornata a Ravenna dal fratellastro Onorio, fu data in moglie a uno dei suoi migliori generali, Flavio Costanzo; dal matrimonio nacquero due figli, Giusta Grata Onoria e Placido Valentiniano.
Nel 421 Onorio nominò Augusti la sorella ed il marito Costanzo, che associò all’impero ed è conosciuto come Costanzo III ma regnò pochi mesi, da febbraio a settembre del 421, quando morì improvvisamente. L’unico figlio maschio della coppia, Valentiniano divenne quindi l’erede designato.
Negli anni fra il 417-421 Galla Placidia fece costruire la Basilica di Santa Croce, nella quale si venerava una reliquia della Vera Croce.
Nel 423 alla morte di Onorio Galla Placidia si recò a Roma per assicurare la successione del figlio che nel 425 divenne imperatore col nome di Valentiniano III, sotto la reggenza della madre dato che aveva solo sei anni.
Galla Placidia nel frattempo era diventata Augusta nobilissima, si stabilì a Ravenna e regnò per dodici anni sull’Impero romano d’Occidente fronteggiando ribellioni, congiure e lotte di potere tipiche del tardo impero.
Figura chiave di quel periodo fu Ezio, suo ministro e generale, che combatté contro i Goti ed i Franchi e represse duramente le insurrezioni militari, cercando in qualche modo di convivere i barbari poco affidabili da cui era composto in massima parte l’esercito romano.
L’invasione degli Unni di Attila fu arginata in più battaglie fino al 452, quando la difesa crollò. Ezio venne assassinato da una congiura di palazzo voluta dallo stesso Valentiniano III, che non ne aveva compreso la politica prudente volta a ritardare il crollo dell’impero. E quello fu l’inizio della fine.